[ultimo aggiornamento 27/8/2017]

Con questa guida voglio venire incontro a tutte quelle persone che di fronte ai nomi dei componenti di un sistema d’allarme allargano le braccia e si sentono persi 🙂
Una guida che non ha pretesa di essere tecnica ma di far capire in maniera semplice la funzione, i pro e i contro dei componenti che fanno parte dei sistemi d’allarme in commercio.

Se qualcosa non è chiaro, se non trovi qualche indicazione, scrivimi oppure commenta il post: aggiornerò la guida in modo che possa diventare la “Bibbia” per chi cerca informazioni riguardo agli antifurti per casa.

Indice dei contenuti:
(clicca sul tema che vuoi approfondire per andare direttamente a quel contenuto)

1 Centrale d’allarme
1.1 Centrale allarme filare
1.2 Centrale allarme via radio
1.3 Centrali allarme miste radio e filo
1.4 Centrali allarme con combinatore integrato

2 Dispositivi di rilevazione
2.1 Rilevatori di movimento
2.1.1 Rilevatori da interno
2.1.2 Rilevatori da esterno
——2.1.2.1 Rilevatori da esterno perimetrali
2.2 Contatto magnetico
2.2.1 Contatto magnetico a filo
2.2.2 Contatto magnetico senza filo
2.3 Roller tapparella
2.4 Altri rilevatori

3 Dispositivi di attivazione/disattivazione dell’impianto
3.1 Tastiera
3.2 Telecomando
3.3 Transponder
3.4 Sms e App

4 Dispositivi di segnalazione
4.1 Sirena interna
4.2 Sirena esterna
4.2.1 Sirena esterna antischiuma

5 Dispositivi anti-furto
5.1 Nebbiogeno, fumogeno

6 Dispositivi tutto in uno
6.1 Sistema d’allarme per garage o box
6.2 Sistemi e allarmi volumetrici subsonici

1 CENTRALE D’ALLARME

La centrale d’allarme casa è il cuore di un impianto antifurto casa. Questo dispositivo elettronico comunica con tutti gli altri componenti del sistema d’allarme e rileva quando uno o più dispositivi di rilevazione vengono attivati mettendo in allarme l’impianto attraverso i
dispositivi di segnalazione.

Nel momento in cui rileverà il segnale da parte del sensore lo elaborerà secondo una programmazione prestabilita e preimpostata in fase di installazione. Le periferiche che interagiscono con la centrale sono chiamati in maniera generica rilevatori e possono essere ad esempio: contatti magnetici, sensori a doppia tecnologia, barriere infrarosso attive, barriere a microonde, ma anche componenti non strettamente legati all’anti-intrusione come rilevatori di fumo.

Una volta ricevuto il segnale generato dal sensore che avverte di un’intrusione, la centrale farà suonare la sirena interna e/o quella esterna, invierà delle telefonate, sms o entrambe (se è presente il combinatore telefonico) secondo quanto stabilito in fase di programmazione.

Come anticipato, tra le possibilità offerte dalle centrali più evolute, c’è quella di gestire le segnalazioni di altri dispositivi come un rivelatore di fumo, un rilevatore di gas metano o una richiesta di soccorso da parte di un anziano o un bambino oppure ancora una richiesta di allarme antirapina.

Anche in questi casi, una volta ricevuti le segnalazioni, la centrale le gestirà in base alle programmazioni fatte e agli accessori installati; ad esempio, se riceve un segnale da un sensore che rileva le perdite di gas, la centrale provvederà da inviare una telefonata o un sms con la descrizione specifica del problema e potrà anche comandare un’elettrovalvola che chiuderà il gas evitando così conseguenze peggiori.

Un altro tipico esempio è la segnalazione proveniente da un anziano o bambino che attraverso un telecomando, premendo un tasto programmato ad hoc, invierà ai figli o ai genitori un sms o una telefonata di richiesta di soccorso o di allerta per un possibile pericolo.

Come è facilmente intuibile dagli esempi fatti, ci sono tantissime possibilità che le moderne e versatili centrali possono gestire permettendo di scongiurare possibili pericoli ed eliminare o ridurre possibili danni. Per poter fare in modo di sfruttare al meglio queste funzionalità, un ruolo fondamentale è quello svolto dall’installatore che con la sua esperienza saprà guidare e suggerire al meglio il cliente in base alle specifiche esigenze sia per quanto riguarda la scelta del prodotto, sia per quanto riguarda la miglior attuazione delle sue esigenze.

1.1 CENTRALE ALLARME FILARE

La prima grande suddivisione nella categoria delle centrali è il modo in cui sono collegati i dispositivi di rilevazione.

Anni fa, prima dell’avvento del wireless (dispositivi senza filo), tutti i componenti dell’impianto d’allarme venivano collegati alla centrale a filo. Questo presupponeva il fatto che ci fosse la predisposizione per l’impianto d’allarme oppure che ci fossero delle tubazioni libere per poter passare i cavi e collegare così tutti i sensori per la rilevazione degli intrusi.
Il cablaggio dell’impianto d’allarme era quindi affidato ad elettricisti o installatori specializzati rendendo, di fatto, questi dispositivi installabili sono da personale qualificato.

In questa tipologia di impianti la manutenzione è praticamente nulla, se si escludono le batterie tampone che garantiscono il funzionamento della centrale (ma anche della sirena esterna) anche in assenza della corrente e che vengono cambiate indicativamente ogni 5 anni a costi molto contenuti.

1.2 CENTRALE ALLARME VIA RADIO

La rivoluzione nel mercato degli antifurti è avvenuta con l’adozione della tecnologia radio (o wireless, senza filo) che ha offerto delle nuove soluzioni per il mercato domestico: il fatto di rendere superfluo il cablaggio dell’impianto a filo, soprattutto in situazioni in cui era impossibile portare dei cavi o era possibile a fronte di un lavoro molto impegnativo e dispendioso, ha abbassato il costo complessivo dell’impianto d’allarme (prodotto + installazione) ed ha offerto nuove soluzioni anche agli amanti del “fai da te” aumentando la possibilità per l’utente finale con un po’ di dimestichezza con i prodotti elettronici di provvedere in maniera autonoma.

Con questo tipo di centrale è quindi possibile allarmare quelle abitazioni molto vecchie in cui non sono presenti delle condutture che consentono la stesura di cavi evitando la posa di cavi in vista o nascosti sotto eventuali battiscopa.
La centrale viene installata in una zona centrale (ma protetta) dell’abitazione in modo da poter coprire con il suo raggio d’azione i sensori applicati a porte, finestre e zone di passaggio.
Il raggio di copertura (in metri) delle centrali senza fili è variabile ed è strettamente legato al tipo di struttura in cui si ci trova: maggiore è lo spessore dei muri, delle parti in metallo e in cemento armato, più limitata sarà la copertura del wireless.

Nel mercato in questa categoria possiamo trovare prodotti a poche decine di euro (ma vi consiglio di far giocare vostro figlio, non di utilizzarli per la vostra sicurezza) fino a marchi specializzati che si occupano di produrre esclusivamente questa tipologia di prodotti.

A fronte del vantaggio di una installazione semplificata, sono da mettere in conto gli svantaggi derivanti dalla maggiore manutenzione, da una maggiore vulnerabilità e da una minore sicurezza. Infatti i rilevatori, la sirena (sia interna che esterna) e alle volte anche la centrale wireless vengono alimentati con delle batterie che si consumano in funzione dell’utilizzo e della tecnologia impiegata.
Questo si ripercuote in una maggiore manutenzione rispetto agli impianti tradizionali a filo e in costi più elevati che possono diventare ingenti soprattutto quando le pile impiegate sono al litio.

Uno svantaggio collegato alla totale dipendenza delle batterie negli impianti wireless è il fatto che una pila scarica di un sensore che non viene prontamente sostituita (soprattutto se non ce ne accorgiamo) rende il sistema d’allarme più debole e insicuro.

Infine, una cosa a cui prestare attenzione è il fatto che non c’è compatibilità tra componenti wireless di marche diverse a differenza dei dispositivi di rilevazione tradizionali a filo che arrivano alla centrale con due fili in cui c’è un “contatto normalmente chiuso”. Ecco… sono caduto in una terminologia tecnica… per spiegare cosa sia questo contatto normalmente chiuso possiamo usare un’analogia: pensate ad un interruttore che fa accendere una lampadina, quando il sensore viene attivato (ovvero rileva la presenza di un potenziale malintenzionato) è come se interrompesse il circuito elettrico e la lampadina si spegnesse. Adesso è più facile capire il perché del nome: in condizioni normali è (normalmente) chiuso e quindi è come se i due fili che arrivano in centrale siano collegati tra di loro.

1.3 CENTRALE ALLARME MISTA RADIO FILO

Queste centrali che vengono anche chiamate centrali ibride, sono il miglior compromesso tra sicurezza e versatilità. Consentono infatti di installare sia dei componenti a filo che dei componenti wireless in base alle esigenze del cliente e alle caratteristiche dell’abitazione in cui vengono installati. Così facendo si mantiene un grado di sicurezza più elevato rispetto ad una centrale ed un impianto completamente senza fili e si mantiene un buon grado di flessibilità dell’impianto garantendo la possibilità di installare dei rilevatori anche in zone in cui sarebbe difficile o troppo laborioso portare dei cavi.

Le caratteristiche di queste centrali uniscono quelle già elencate nelle centrali a filo e nelle centrali senza filo, quindi non mi dilungherò ulteriormente.

E’ la soluzione che tendo a privilegiare nelle mie installazioni. Superfluo dire che il dove i componenti verranno installatati e il come verranno installati, fa tutta la differenza del mondo in termini di sicurezza tra un impianto sicuro e un impianto vulnerabile.

1.4 CENTRALE ALLARME CON COMBINATORE TELEFONICO

Il combinatore telefonico è quel dispositivo che può essere già integrato nella centrale o aggiunto tramite una scheda apposita, ed è in grado di avvisarci telefonicamente quando qualcuno entra nelle nostre abitazioni e fa scattare l’allarme. Se l’intrusione si verifica quando non siamo in casa, la segnalazione della sirena verrà avvertita solo dai vicini (ammesso e non concesso che nelle vicinanze ci siano delle abitazioni), il combinatore telefonico invece, farà in modo di avvisarci direttamente sul nostro cellulare o su un recapito che abbiamo precedentemente programmato. E’ possibile programmare una lista di recapiti telefonici da chiamare, comprese le forze dell’ordine.

Le due tipologie di combinatori telefonici sono:
PSTN acronimo inglese, la cui traduzione è rete pubblica telefonica, ovvero la linea telefonica tradizionale che, nelle abitazioni, sempre più sta scomparendo o viene utilizzata solo per la connessione ad internet.
GSM acronimo inglese che sta ad indicare lo standard dei primi telefonini. Questo combinatore funziona con una sim (in genere i combinatori GSM hanno un modulo 2G che non supporta le sim della H3G, gestore nato con la tecnologia UMTS e le videochiamate) che ci avviserà tramite delle chiamate o sms rispetto a quello che sta succedendo nella nostra abitazione in nostra assenza.

Il combinatore GSM offre il vantaggio, rispetto al combinatore PSTN, di poter interagire, attraverso l’uso di SMS, con la centrale andando ad attivare delle funzioni, ricevere delle informazioni e programmare la centrale anche da remoto (telegestione), oltre alla funzione di ricezione di messaggi in caso di allarme. Programmando opportunamente la gestione degli sms è possibile anche capire se siamo in presenza di falsi allarmi o di reale presenza di estranei nella nostra abitazione.

Anche per il combinatore gsm, così come per le centrali senza filo c’è il pericolo dei disturbatori di frequenza (jammer) che possono oscurare le frequenze di funzionamento del combinatore gsm impedendo così le segnalazioni d’allarme. In questo caso è possibile creare una soluzione antijammer per contrastare questo pericolo e mantenere il livello di sicurezza elevato e a prova di ladro.

L’evoluzione dei combinatori telefonici è la scheda di rete che mette in comunicazione la centrale d’allarme al mondo esterno attraverso internet.

2 DISPOSITIVI DI RILEVAZIONE

Nella categoria dei dispositivi di rilevazione ci sono tutti quei componenti che hanno lo scopo di rilevare la presenza di un intruso nella nostra abitazione.
Sono posti nei punti di accesso della nostra abitazione (porte, finestre) oppure in luoghi strategici d’accesso sia all’interno che all’esterno della casa. Sono i componenti che determinano i fastidiosi falsi allarmi, ovvero quelle segnalazioni d’allarme che si verificano quando non c’è nessun intruso nella nostra abitazione o nel nostro giardino e proprio per questo motivo vanno installati con estrema attenzione e con cognizione di causa.

2.1 RILEVATORI DI MOVIMENTO

I rilevatori di movimento si distinguono sia per la tecnologia impiegata, sia per come questa viene utilizzata; lo scopo di questi sensori è di individuare tutto ciò che è in movimento nell’ambiente in cui vengono sono installati.
Vengono anche comunemente chiamati rilevatori o sensori volumetrici.

A livello di tecnologia la distinzione è tra sensori ad infrarossi detti anche I.R. (acronimo di Infra Red) e sensori a microonde detti anche M.W. (acronimo di Micro Wave).
Ci sono anche dei sensori che integrano al loro interno entrambe le tecnologie e in questo caso si parla di sensori a doppia tecnologia; quando sentite di sensori a tripla tecnologia, vuol dire che il sensore è costituito da due sensori ad infrarosso e uno a microonda o viceversa. Analogamente i sensori a quadrupla tecnologia vuol dire che hanno due sensori IR e due MW, infatti le tecnologie utilizzate sono solo quelle ad infrarosso o microonda.

A livello di utilizzo la distinzione è tra sensori da interno o da esterno a seconda che sia stati progettati per essere installati all’interno dell’abitazione o all’esterno di essa.

2.1.1 RILEVATORI DA INTERNO

I rilevatori di movimento da interno possono essere a singola tecnologia e quindi solo ad infrarossi, o a doppia tecnologia (infrarossi e microonda).

Il sensore che utilizza la tecnologia ad infrarosso si basa sulla rilevazione dei raggi infrarossi nella zona monitorata dal sensore.
Tutti gli oggetti emettono una radiazione ad infrarosso e per semplicità possiamo immaginare che più un oggetto è caldo, maggiore è la radiazione emessa. Il sensore quindi tenendo monitorata costantemente la zona prestabilita si accorge se l’ambiente viene attraversato da una persona perché rileva un aumento dell’intensità di raggi infrarossi rilevati.

Questo tecnologia è anche detta di tipo passivo perché non emette energia o radiazioni ma si limita a misurare quelle presenti nell’ambiente, pertanto per quanto riguarda i nostri sensori, potrete trovare l’acronimo P.I.R. (Passive Infra Red)

Come abbiamo già accennato, oltre alla tecnologia ad infrarosso, c’è quella a microonde che a differenza della precedente è di tipo attivo perché emette delle radiazioni ad alta frequenza (le microonde) che tendono a saturare la zona di emissione. Nel momento in cui qualcosa o qualcuno dovesse attraversare la zona in cui sono presenti le microonde, per effetto doppler il sensore avverte una variazione e quindi invia una segnalazione d’allarme.

A seconda del tipo di utilizzo, per i quali sono stati progettati, avranno forme e caratteristiche differenti.
Infatti sono disponibili sensori ad incasso, a tenda, a grandangolo o a soffitto.

I sensori da incasso sono quei sensori che esteticamente si integrano maggiormente nell’ambiente in cui vengono installati perché il corpo del sensore è per l’appunto ad incasso e quindi sono poco visibili. I sensori da incasso per sistemi d’allarme vengono installati nelle placche degli interruttori dell’impianto elettrico e occupano lo spazio di un modulo, per capirci quello che occupa un interruttore della luce.
In alternativa in commercio possiamo trovare dei sensori ad incasso che rilevano la presenza e attivano una lampada temporizzata.

I sensori a tenda vengono utilizzati per presidiare ingressi con porte a finestre, possono essere installati internamente all’abitazione ma anche tra la persiana e la finestra o tra lo scuro e la finestra. In questo caso l’angolo di rilevazione è molto limitato perché lo scopo è rilevare il passaggio del punto presidiato.

I sensori a grandangolo, all’opposto, sono caratterizzati da una rilevazione con un angolo da 90° in su, quindi sono ideali per monitorare una grande area o spazi aperti.

I sensori a soffitto infine, hanno un utilizzo simile a quelli a tenda ma vengono installati a soffitto e quindi possono trovare la loro collocazione ideale sopra una porta.

Per quanto riguarda il collegamento alla centrale possono essere sia a filo che senza filo (wireless).

Ci sono poi dei sensori che utilizzano le tecnologie illustrate ma hanno delle funzioni supplementari come la tecnologia pet immunity o anche pet immune che ci viene in aiuto se in casa sono presenti degli animali domestici (che altrimenti sarebbero una fonte sicura di falsi allarmi): l’allarme non verrà attivato se il rilevatore misura un corpo che ha la massa di un animale.

Un’altra funzione con cui possono essere equipaggiati i rilevatori di movimento è l’antimask o antimascheramento che previene sabotaggi dei sensori per renderli inoffensivi e agire indisturbati in un secondo momento. Questa particolare funzione, in genere, è presente in sensori che sono abitualmente in zone molto frequentate e poco presidiate come un locale pubblico.

2.1.2 RILEVATORI DA ESTERNO

I rilevatori di movimento da esterno, rispetto a quelli da interno devono avere un grado di protezione contro la polvere e contro l’acqua secondo delle specifiche del marchio internazionale di protezione. Questa certificazione deve variare da IP53 a IP65 e tanto più il sensore è esposto alle intemperie, tanto più il grado di protezione dovrà essere elevato.

La loro funzione è quella di fermare i ladri prima che arrivino in casa e quindi l’intento è quello di prevenire l’intrusione all’interno dell’abitazione con tutti i vantaggi che questo comporta. Trovano maggiore impiego in ville, case singole o casa con giardino, ma si possono installare anche all’esterno appartamenti con terrazzo.

Anche in questo caso le tecnologie utilizzate rimangono quelle ad infrarossi e a microonde e come per quelli da interno utilizzano la singola o la doppia tecnologia.
Sono i componenti che in assoluto possono generare il maggior numero di falsi allarmi perché all’aperto, a seconda del mutare delle condizioni climatiche si possono verificare degli eventi che generano allarmi non dovuti ai malintenzionati.

Un’altra nota dolente di questi sensori è che possono essere messi KO abbastanza facilmente come ho dimostrato in questo video:

e anche l’antimask o antimascheramento, ovvero la funzione che interviene nel momento in cui un ladro cerca di rendere inoffensivi i rivelatori da esterno (comunemente detti sensori da esterno) non è molto efficace:

2.1.2.1 RILEVATORI DA ESTERNO PERIMETRALI

I rilevatori da esterno perimetrali lavorano con la tecnologia ad infrarossi di tipo attiva.
In questo caso quindi creano una sorta di reticolo in cui c’è un emettitore che emette un raggio ad infrarossi che arriva a destinazione da un sensore ricevente: se il raggio viene interrotto dall’attraversamento di un malintenzionato, il ricevente non riceverà il raggio e segnalerà l’allarme.

L’affidabilità di questi prodotti è ad intuito migliore dei sensori visti in precedenza e per certi versi lo è.
La vera grande differenza per avere un sistema d’allarme sono le caratteristiche costruttive e di installazione di questi dispositivi.

Infatti, in questa categoria rientrano le barriere Total Defence che rappresentano la migliore soluzione possibile per ville, case singole o case con giardino, la cosa migliore è visitare la pagina dedicata a questo tipo di soluzione.

2.2 CONTATTO MAGNETICO

Il contatto magnetico è quel dispositivo che viene installato su porte o finestre per capire quando vengono aperte.
Viene fissato con del bi-adesivo oppure delle viti al serramento.
Il contatto magnetico può essere di due tipologie: a filo e senza filo.

2.2.1 CONTATTO MAGNETICO A FILO

E’ un dispositivo molto semplice ed economico ed è costituito da una calamita e da componente elettronico chiamato reed, composto da due lamelle metalliche dentro un bulbo di vetro che, in prossimità della calamita, si uniscono facendo contatto tra di loro.

La calamita viene installata sul bordo della porta, finestra, porta finestra, mentre nello stipite (in corrispondenza della calamita) viene installato il reed. È facile comprendere che quando qualcuno aprirà il serramento, allontanerà la calamita dal reed e si aprirà anche il contatto del reed che non sentirà più la presenza della calamita facendo scattare l’allarme.

Questo componente ha dimensioni molto ridotte (nell’ordine di qualche centimetro) e ne esistono di varie forme a seconda della tipologia di serramento.

2.2.2 CONTATTO MAGNETICO SENZA FILO

I sensori a contatto magnetico senza filo fanno la stessa funzione ma invece che essere collegati a filo alla centrale utilizzano la comunicazione senza fili. Per questo l’ingombro del componente è più rilevante perché contiene il circuito elettronico per la comunicazione wireless e la pila che alimenta il dispositivo.

Come dimostro in questo video questa tipologia di sensori dovrebbe avere anche una protezione aggiuntiva anti manomissione:

2.3 ROLLER TAPPARELLA

Il roller tapparella è quel dispositivo che viene installato nel caso in cui l’abitazione sia dotata di persiane.
Il dispositivo ha dimensioni ridotte, a titolo indicativo possiamo immaginarlo come un quadrato di lato 10cm e uno spessore di 1cm. Esteticamente si presenta come una scatola in materiale plastico al cui interno è avvolta una corda arrotolata che viene fissata alla tapparella.

Il roller viene posto all’interno dei cassonetti delle persiane e può essere collegato alla centrale tramite i fili del contatto magnetico (se a filo) o collegato al contatto magnetico senza fili come ingresso ausiliario.

Nel momento in cui l’allarme è inserito e qualcuno alza la tapparella di almeno 5cm, il roller invierà alla centrale una segnalazione d’allarme.

2.3 ALTRI RILEVATORI

In questa categoria possiamo inserire tutti i rilevatori che non hanno un nesso specifico con il sistema d’allarme ma possono trovare un valido alleato nel sistema d’allarme.
Sensori come rilevatori di fumo (che segnaleranno quindi un principio d’incendio), sensori di metano (che segnaleranno una fuga di gas), sensori antiallagamento (che segnaleranno un problema alle pompe in seminterrati, garage sotterranei), sono alcune delle applicazioni che possono essere supportate da una centrale d’allarme.
Questi sensori andranno collegati ad ingressi speciali nella centrale che non attiveranno il classico allarme da intrusione ma, a seconda del programma stabilito, potranno inviare degli sms che segnaleranno la tipologia di allarme e potranno generare delle operazioni di automazione come chiudere l’elettrovalvola del gas.

3 DISPOSITIVI DI ATTIVAZIONE/DISATTIVAZIONE DELL’IMPIANTO

In questa categoria ci sono tutti i dispositivi che possono attivare o disattivare il sistema d’allarme, vengono anche chiamati organi di controllo perché possono controllare il funzionamento dell’allarme.
Ci sono 3 tipologie di prodotti che appartengono a questa categoria e offrono livelli di sicurezza e praticità differenti tra loro.

La scelta di uno o più di questi componenti per l’impianto d’allarme è abbastanza arbitraria e dovrebbe essere fatta dopo un’attenta analisi con l’installatore; può sembrare banale ma per chi sceglie telecomandi o transponder, la raccomandazione è quella di fare molta attenzione a non perderli, perché come è facilmente intuibile, nel caso in cui vengano smarriti o sottratti il rischio di dare il via libera alla propria abitazione non è da sottovalutare.

A livello di sicurezza, la tastiera rimane il massimo della sicurezza anche se un meno pratica nel suo utilizzo pratico.

3.1 TASTIERA

La tastiera è l’organo di controllo più versatile perché permette di attivare e disattivare il sistema d’allarme ma anche di effettuare delle verifiche e apportare delle modifiche al programma del sistema d’allarme.

E’ costituita oltre che da un tastierino numerico e da dei pulsanti aggiuntivi e da un display dove posso verificare tutte le manovre che compio. La prima funzione è quella di inserire e disinserire tutto o parzialmente l’impianto, per esempio, quando sono in casa inserirò la protezione solo alle porte e alle finestre, mentre quando uscirò di casa inserirò totalmente l’impianto.

Sul display di alcune tastiere è possibile avere una serie di informazioni circa lo stato dell’impianto, infatti si può verificare il corretto funzionamento di ogni singolo componente (contatti magnetici, sensori e roller), lo stato del modulo gsm ovvero quanto credito telefonico è presente nella sim card, il livello di segnale e la scadenza della sim (cosa spesso sottovalutata e potenzialmente pericolosa perché ci priva della funzione del combinatore telefonico).

E’ anche possibile verificare i numeri memorizzati da contattare in caso di allarme e nel caso di componenti via radio se ci sono delle batterie scariche (anche in questo caso fonte di potenziale pericolo perché rendono più vulnerabile il sistema)

Oltre alle funzioni già elencate, c’è anche la possibilità verificare prima di andar via di casa e attivare l’allarme, se ho dimenticato qualche porta o qualche finestra aperta.
E’ importante fare attenzione al fatto di avere il tastierino consumato su alcuni tasti numerici perché la cosa potrebbe fornire delle indicazioni ai malintenzionati sul codice di disattivazione dell’impianto d’allarme.

La tastiera viene installata in prossimità della porta d’ingresso in modo da attivare il sistema prima di uscire e di poterlo disattivare appena rientrati a casa.

Negli ultimi tempi le tastiere con il tastierino stanno lasciando il posto alle più moderne ed eleganti tastiere touch screen che consentono di effettuare le stesse operazioni di una tastiera tradizionale e altre funzioni supplementari, eliminando il problema dell’usura dei tasti.

Oltre alle funzioni già descritte, la tastiera è in grado di supportare funzioni legate al mondo della domotica come accendere o spegnere delle luci, attivare un irrigatore, un condizionatore, delle tende elettriche ed altre applicazioni simili.

Nella versione con il display touch screen è possibile inserire delle foto di tutti i vani dell’abitazione per consentire una facile e intuitiva gestione dell’impianto.

3.2 TELECOMANDO

Il telecomando è in grado di unire una buona versatilità con una praticità superiore ad una tastiera.
Infatti anche i telecomandi, come le tastiere, possono inserire o disinserire l’impianto d’allarme (completamente o parzialmente).

Nei telecomandi più evoluti è possibile programmare a proprio piacimento la funzione associata a ciascun pulsante e anche differenziarla a seconda del tipo di pressione del pulsante (tocco leggero o prolungato), offrendo così la possibilità di essere altamente personalizzabili sulla base delle esigenze del cliente.

Il telecomando è anche in grado di unire le funzione di domotica, come per la tastiera, con la comodità di farlo anche dal divano di casa. E’ possibile inoltre, assegnare ad un tasto la funzione di telesoccorso (supportando così persone anziane) che invierà una telefonata o un sms di richiesta di aiuto. In questo modo è anche possibile creare una funzione antirapina per inviare una richiesta di aiuto alle forze dell’ordine in caso di rapina.

3.3 TRANSPONDER

Per concludere il quadro degli organi di controllo tradizionali, ci sono i lettori di prossimità e le chiavi transponder.
Il lettore è un componente che ha le dimensioni di un interruttore e generalmente viene installato vicino alla porta d’ingresso e in tutti quei varchi utilizzati più frequentemente per accedere all’abitazione.

Il lettore viene collegato alla centrale mentre le chiavi a transponder, sfiorando il lettore mi permettono di inserire o parzializzare l’impianto.
Il lettore è dotato di quattro spie tramite le quali è possibile vedere le manovre di inserimento, disinserimento o parzializzazione dell’impianto oltre alla segnalazione di porte o finestre lasciate aperte.

3.4 SMS E APP

Sms (per tutte le centrali dotate di combinatore telefonico) e App per smartphone costituiscono un’ulteriore possibilità per attivare e disattivare il sistema d’allarme. Rispetto ai sistemi visti in precedenza offrono la possibilità di eseguire queste operazioni da remoto a differenza di tutti gli altri che richiedono la presenza in loco per poter eseguire le operazioni.

4 DISPOSITIVI DI SEGNALAZIONE

I dispositivi di segnalazione consentono di allertare chi è nelle immediate vicinanze del pericolo di furto che sta avvenendo. Di fatto il prodotto che svolge questa funzione è la sirena che avvisa acusticamente dell’intrusione dei malintenzionati e nella versione da esterno, l’avviso è anche luminoso.

4.1 SIRENA INTERNA

La sirena da intero è un componente di piccole dimensioni (per farvi un’idea le dimensioni tipiche sono 10x5x3cm) che chiaramente viene collocato all’interno dell’abitazione.
La sirena interna ha la funzione di far fuggire i ladri che sono entrati in casa stordendoli con il suono.
La potenza acustica può arrivare a 115dB a 1m, se la cosa non vi dice nulla, verificate la tabella degli esempi di pressione sonora su wikipedia o la tabella dell’università di Modena e Reggio Emilia: l’intensità del livello acustico è vicina al livello che provoca danni permanenti all’udito.

E’ possibile programmare la centrale in modo da far suonare la sirena interna solo quando è stato inserito l’impianto nella sua completezza, ovvero quando siamo fuori casa.
Viceversa se sono in casa ed è inserito l’allarme parziale (che consente agli abitanti della casa di muoversi liberamente nel reparto notte, ad esempio), posso far suonare solo quella da esterno, se installata.

4.2 SIRENA ESTERNA

La sirena esterna è un componente che serve a tradurre in suono gli allarmi generati dai vari componenti.
E’ il componente più detestato dai vicini di casa quando suona troppo spesso e per motivi non imputabili ad un reale pericolo (leggi falsi allarmi).
Oltre al rumore generato, una fonte luminosa supporta la segnalazione d’allarme.
Ovviamente essendo collocata all’esterno ha dimensioni maggiori (all’interno contiene le pile per garantire il funzionamento anche in assenza di energia elettrica) e materiali più idonei ad un’installazione all’aperto e agli agenti atmosferici.

Vuoi riconoscere una sirena da esterno veramente di qualità?
Al loro interno le sirene da esterno affidabili hanno una calotta di metallo che serve a proteggere la tromba e l’elettronica, in modo da non essere danneggiate da un ladro che vuole mettere KO la sirena a colpi di martello.
Se l’interno fosse interamente in plastica… non serve che aggiunga nulla sulla qualità e sicurezza del prodotto.

In genere le sirene hanno anche un dispositivo che attiva l’allarme anche quando la sirena viene strappata dal muro su cui è fissata per renderla inoffensiva, ad esempio immergendola in un semplice secchio d’acqua.

4.2.1 SIRENA ESTERNA ANTISCHIUMA

Tra gli espedienti usati dai malintenzionati per mettere KO la sirena prima di introdursi nell’abitazione, c’è anche la tecnica di riempire la sirena, attraverso le fessure che hanno lo scopo di far uscire il suono, di schiuma poliuretanica (la stessa che viene utilizzata per stabilizzare i serramenti) in modo da impedire al suono di uscire e quindi rendere inoffensivo il dispositivo di segnalazione.

Anche in questo caso i produttori di antifurti non sono stati a guardare e hanno ideato le sirene antischiuma che sono dotate di una griglia sensibile alla pressione e quindi nel caso in cui il malintenzionato inizi il tentativo di riempire di schiuma la sirena, questa pressione attiva la segnalazione acustica.

In questo video è possibile vedere nella pratica le differenze costruttive tra le tipologie di sirene da esterno:

5 DISPOSITIVI ANTI-FURTO

I dispositivi anti-furto sono tutti quei dispositivi che ostacolano il furto.
Principalmente appartengono a questa categoria anche i dispositivi di sicurezza passiva come una porta blindata, una ringhiera in ferro alle finestre o dei chiavistelli applicati a persiane o scuri.
Tutti questi dispositivi hanno il compito di rendere più difficile il furto perché sono degli ostacoli, quindi non sono mai la soluzione ma rappresentano un deterrente che può far desistere il ladro che cerca il furto facile e seriale piuttosto che il furto mirato.

5.1 NEBBIOGENO FUMOGENO

Tra i dispositivi anti-furto possiamo segnale il nebbiogeno o fumogeno, ovvero un dispositivo che, quando viene attivato l’allarme, emette una densa quantità di fumo che tende a saturare gli ambienti in cui è installato impedendo così a chi è in casa di vedere. In questo modo l’operato dei malintenzionati è reso più difficile.
Questo dispositivo va sempre abbinato ad altri sistemi d’allarme come una sirena o un combinatore telefonico; assieme possono neutralizzare temporaneamente i ladri e fare in modo che si diano alla fuga.

6 DISPOSITIVI TUTTO IN UNO

In questa categoria ci sono quei dispositivi che racchiudono al loro interno tutte le funzioni di un sistema d’allarme e che quindi necessitano di un’installazione molto limitata. Ovviamente a fronte di questo vantaggio ci sono delle limitazioni o degli ambiti particolari in cui è indicata l’installazione.

6.1 SISTEMA D’ALLARME PER GARAGE O BOX

Il sistema d’allarme per garage o box è un dispositivo che già dal nome lascia intuire l’ambito in cui verrà utilizzato.
Molte volte mi chiedono la protezione di una casetta o di un box staccato dalla casa o dall’appartamento in cui è stato realizzato l’impianto d’allarme.

La soluzione che propongo in questi casi è un piccolo sistema “tutto in uno” molto affidabile ed economico.
Il dispositivo si presenta con le fattezze di una sirena e la particolarità è che tutto il sistema d’allarme è racchiuso al suo interno.

L’installazione viene effettuata sia all’esterno del vano da proteggere oppure, in alcuni casi, anche all’interno per agire nei confronti del malintenzionato con effetto sorpresa: non ci si aspetterebbe mai che all’interno di una casetta ci sia una sirena da esterno, l’impatto acustico è decisamente notevole!

Spesso si tende a non proteggere piccoli box o casette in legno dove avete riposto con cura e passione i vostri attrezzi per il giardinaggio o il vostro hobby, pensando che nessuno possa prenderle di mira; purtroppo però, proprio per il motivo che non sono protette, i ladri che effettuano furti in serie, cercano proprio le cose più facilmente vulnerabili.

Nei garage, invece, moto e biciclette sono molto ambite per la velocità con la quale è possibile rubarle. Mai lasciare le chiavi sul quadro di veicoli a motore!

Il sistema si inserisce/disinserisce tramite telecomando con i quale è possibile gestire (se opportunamente programmato) anche un allarme in un altro luogo come per esempio l’abitazione adiacente.
Con questo prodotto è possibile proteggere anche più di un varco (porte /finestre).

Questa soluzione è anche indicata per altri contesti come ad esempio l’ingresso di un palazzo o un androne.

6.2 SISTEMI E ALLARMI VOLUMETRICI SUBSONICI

Questa categoria di allarmi non necessitano di installazione e per questo motivo spesso sono venduti tramite degli agenti che vanno direttamente a casa dei potenziali clienti per fare delle dimostrazioni pratiche.
Il principio di funzionamento è legato ad un sensore che misura la pressione in un ambiente, questo consente di averlo attivo anche quando siamo all’interno dell’abitazione a patto di non dover entrare ed uscire dall’abitazione.

Tra le vulnerabilità di questo sistema che non lo rendono così efficace, c’è il fatto che per far scattare l’allarme la porta o la finestra che viene aperta se il malintenzionato che vuole introdursi nella nostra casa dovesse aprire in maniera progressiva e lenta la porta o la finestra, l’allarme non si attiverà.
Un’altra limitazione di questo dispositivo è che gli ambienti che riesce a proteggere devono essere collegati tra di loro (e con porte aperte tra le varie stanze).

Se da un lato c’è il vantaggio che non necessita di installazione, dall’altro (oltre alle criticità già esposte) ci avverte solo quando c’è un’effrazione nella nostra abitazione e il dispositivo di segnalazione è la sola sirena interna.